Ricetta etiope: L’injera

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

L'injera è una tipologia di pane che viene realizzato tradizionalmente in Etiopia, e diffuso in tutta l'Eritrea. La sua caratteristica principale è una spugnosità non indifferente, ed una notevole somiglianza con le crepes. Generalmente l'injera viene utilizzato per accompagnare piatti di verdure e spezzatini di carne, riposti sulla sua superficie, favorendo che eventuali liquidi possano essere raccolti ed assorbiti dal pane stesso. Inoltre, questa pietanza viene solitamente mangiata con le mani. In questa guida vi spiegheremo, dettagliatamente, come realizzare questa gustosa ricetta etiope in pochi e semplici passaggi.

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Occorrente

  • 500 g di farina da polenta gialla
  • 500 g di farina tipo 00
  • 2 g di bicarbonato
  • acqua q.b.
  • 250 g di semola di grano duro
  • 25 g di lievito
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Innanzitutto, è doveroso evidenziare che la ricetta originaria prevede l'utilizzo della farina teff, piuttosto difficile da reperire al di fuori del continente africano. In questa ricetta andremo, pertanto, a sostituirla con della farina di tipo 00. In questo contesto, tuttavia, deve essere aggiunto del lievito. Precisiamo, inoltre, che nella farina teff è già presente del lievito al suo interno. In alternativa, si può ricorrere all'utilizzo della farina di miglio. La prima operazione da fare, una volta reperiti tutti gli elementi fondamentale per preparare la pietanza, occorre versare, in un recipiente piuttosto capiente ed in dosi uguali, la farina di tipo 00 e quella gialla di mais. Quest'ultima è generalmente utilizzata per preparare la classica polenta. A seguire, aggiungere la semola di grano duro ed il lievito sciolto in un bicchiere di acqua. Mescolare, quindi, con particolare cura il composto, avvalendosi dell'utilizzo di una frusta a mano.

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Successivamente, coprire con un canovaccio lievemente umido una volta che l'impasto ottenuto avrà una consistenza dall'aspetto omogeneo e del tutto priva di fastidiosi grumi. Quindi, lasciare lievitare ponendo il recipiente in un luogo asciutto, ad una temperatura ambiente. A seconda della stagione in cui siamo, varieranno le ore di riposo. Ad esempio, durante il periodo estivo sono sufficienti 48 ore, mentre durante quello invernale ne sono necessarie 72. Successivamente, occorre lavorare nuovamente l'impasto, aggiungendo circa 3 bicchieri d'acqua bollente ed un po' di bicarbonato, in modo da renderlo morbido, con una consistenza prevalentemente liquida. A questo punto, è necessario scaldare una padella antiaderente sul fuoco, e tramite un mestolo adagiare parte della preparazione sul fondo, lasciando che il suo spessore sia di appena 4 mm.

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A questo punto, è necessario coprire il tutto con un coperchio. Dopo un paio di minuti dall'inizio della cottura, sulla superficie inizieranno a formarsi delle bolle. Questo sarà il segnale, associato ad una variazione del colore, che indicherà l'avvenuta cottura del pane. Proseguire la cottura di diversi pani fino ad esaurimento del liquido, evitando di collocare i dischi direttamente sul piatto, sovrapponendoli mentre sono ancora caldi. È preferibile, per prima cosa, raffreddarli su di un canovaccio. Non è indispensabile che l'injera sia consumato subito dopo essere stato cotto, ma può anche essere cucinato qualche ora prima del pasto. In questo caso, il nostro consiglio è quello di tenere il pane avvolto in una pellicola fino a quando non verrà presentato in tavola. Ora, non rimane altro da fare che presentare in tavola la pietanza, e gustarla insieme agli invitati.

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