Come classificare le farine

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

A molte persone sarà capitato di vedere una giornata che sembrava fiacca, trasformarsi in una ricca di energia e di spirito grazie ad una buona dose di carboidrati. Un panino fragrante, un bel pezzo di pizza farcita, magari ancora caldi ne sono un esempio. L'ingrediente principe di pani e prodotti lievitati è, naturalmente, la farina. Sicuramente molti avranno l'immagine impressa nella mente della propria nonna alle prese con la fontana di farina tipica del fare dolci. In realtà, questa non è l'unica della categoria. In questa guida, vi forniremo qualche utile consiglio su come classificare le farine. Scopriamole insieme, passo dopo passo, nel dettaglio.

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Occorrente

  • farine di diversi tipi
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Con il termine generico farina si fa riferimento, di solito, a quella di grano tenero. Quella di grano duro, invece, è chiamata comunemente semola. Con le nuove tecniche di lavorazione industriale, il numero delle farine esistenti è cresciuto notevolmente. Per questo occorre fare delle distinzioni e tentare una sorta di classificazione. Innanzitutto, la farina di grano tenero si suddivide - a sua volta - in farina di grano tenero 00, 0, 1 e 2. La differenza tra queste farine, sta nell'alto o basso tasso di estrazione. La 00 si contraddistingue per il colore bianco e la purezza e deriva da basse estrazioni. Fa parte del suddetto gruppo anche l'integrale di grano tenero, che comprende anche la crusca. Questi tipi sono perfetti per la panificazione e la preparazione di dolci e prodotti lievitati.

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Le farine di grano duro in commercio in Italia, si suddividono in semola, semolato, semola integrale di grano duro e farina di grano duro. Si differenziano dal grano tenero per il loro colore ambrato, nonché per i granuli più consistenti. La semola non è propriamente adatta alla panificazione, a meno che non venga macinata più volte per renderla fine. Oltre a questa classificazione generica, ne esiste un'altra per provenienza. Quest'ultima si distingue in due categorie: le farine provenienti dai cereali e quelle che provengono dai non cereali.

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Tra le farine provenienti da cereali si ricordano principalmente la farina di segale, quella di riso, quella di mais, di farro e di miglio. In particolare le farine di mais, riso e miglio si utilizzano per chi ha problemi di intolleranza al glutine, come le persone celiache. Queste farine, infatti, sono completamente prive di glutine. Tra quelle che provengono dai non cereali, si ricordano quella di grano saraceno, quella di amaranto e quella di canapa. Esistono infine delle farine provenienti da leguminose, che sono la farina di ceci, quella di piselli, di fagioli e di soia.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Conservate sempre le vostre farine in barattoli di vetro: dureranno più a lungo!
  • preferite l'utilizzo di farine non raffinate
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