Come conservare il kefir d'acqua

tramite: O2O
Difficoltà: difficile
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Introduzione

Spesso sentiamo dire che la migliore bevanda, la più dissetante, è l’acqua in genere.
Esiste però una bibita, non molto conosciuta, che risulta essere altrettanto dissetante, idratante e può vantare inoltre svariate proprietà benefiche per il nostro organismo: il kefir. Lo possiamo trovare in due versioni: quello di latte e quello d’acqua che è proprio quello di cui parleremo nella guida, cioè il come si deve conservare affinché non perda le sue preziose proprietà.
Per incominciare, vediamo di cosa si tratta: il kefir d’acqua, dalle origini caucasiche, è a base di fermenti derivati da appositi granuli dalla cui fermentazione si ottiene un liquido gustoso, frizzante e vagamente alcolico, al quale possiamo aggiungere della frutta a pezzettini o sotto forma di succo o anche degli sciroppi, per aromatizzare il preparato a nostro piacere.

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I granuli in questione, non sono altro che colonie di batteri, ovvero dei microrganismi che necessitano di giuste condizioni per potersi riprodurre; generalmente per ottenere questo tipo di kefir, vanno adagiati in acqua con l'aggiunta di zucchero. Seguendo questo procedimento si ottiene un preparato ricchissimo di fermenti lattici, vitamine, sali minerali ed aminoacidi; un vero e proprio elisir della salute, assolutamente benefico per la flora batterica intestinale che ci protegge dalle infezioni e aiuta il sistema immunitario a lavorare al meglio.

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Indubbiamente la regola principale ed importantissima, è quella di sostituire l’acqua in cui si trovano i grani ogni due, massimo tre giorni, altrimenti rischiano di non riuscire a sopravvivere.
Può succedere però, che dobbiamo allontanarci da casa per qualche giorno; in questo caso ci sono delle modalità di conservazione per le colonie batteriche, anche a lungo termine; naturalmente dobbiamo tenere conto che i granuli vedranno modificate le loro proprietà fermentative, infatti, dopo il periodo di inattività essi avranno bisogno di qualche giorno di tempo per riadattarsi e tornare ad essere attivi.

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Nel caso in cui il periodo di inattività fosse più lungo, c’è la possibilità di conservare i granuli nel congelatore.
E’ necessario a questo punto di sciacquare il prodotto, asciugarlo dolcemente con della carta assorbente, per poi metterlo in freezer, dove si conserverà senza problemi fino a un mese.
Trascorso il periodo di assenza, quando si vorrà far riprendere i kefir, basterà procedere alla decongelazione passandolo semplicemente sotto il getto dell’acqua fresca del rubinetto.
In ogni caso, è importante ricordarsi di non bere le prime bevande prodotte dopo la ripresa della fermentazione, ma attendere che l’attività delle colonie torni ad essere ottimale, affinché il nostro kefir d’acqua riacquisti a pieno le proprie virtù benefiche che lo caratterizzano.

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