Come fare un buon vino rosso

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Il vino, si sa, è l'alcolico maggiormente apprezzato dagli italiani e, per questo, abbonda su ogni tavola, a prescindere dalla dislocazione geografica. Sono molte le cose importanti da considerare per realizzare un buon vino rosso: dal grappolo alla bottiglia il percorso è tortuoso e bisogna passare attraverso innumerevoli tappe, tutte fondamentali per raggiungere un risultato finale "ottimale". Vediamo, dunque, nella guida che segue, tutti i consigli utili su come fare un buon vino rosso.

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Occorrente

  • Uva nera della varietà disponibile in loco
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Gli appositi macchinari

In estate e all'inizio dell'autunno avviene la vendemmia. I grappoli vengono messi in cassette ed è essenziale eliminare quelli che mostrano tracce di muffa e disporli uno sopra l'altro avendo l'accortezza di non schiacciarli. L'uva arrivata alla cantina, dopo opportuni passaggi all'interno di appositi macchinari, esce sotto forma di mosto il quale viene subito inviato nelle vasche di raccolta dove ha inizio il processo di fermentazione. Si tratta di un fenomeno biochimico naturale nel quale alcuni lieviti, inizieranno a trasformare lo zucchero; operazione da cui dipenderà direttamente la gradazione finale della prelibata bevanda. La macerazione varia a seconda del tipo di vino che si vuole ottenere: brevi macerazioni (4 o 6 giorni) danno vini fruttati, poco colorati, da bere giovani, da macerazioni più lunghe (20 o 30 giorni), invece, si hanno vini molto ricchi di colore e tannini, destinati all'invecchiamento.

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La fermentazione

Quando il vignaiolo stabilisce che la fermentazione ha avuto termine si passa alla svinatura, cioè alla separazione della parte liquida da quella solida. A questo punto il vino esce dalle vasche ed è pronto per entrare nelle botti per poter intraprendere il processo di maturazione in cantina. Il cantiniere, in questa fase, deve fare continui "rabbocchi" per tenere alto il livello ed impedire un dannoso processo di ossidazione. Quando il cantiniere lo riterrà opportuno si passerà all'ultima fase, definita imbottigliamento.

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La scelta del terreno

Fondamentale è, innanzitutto, la scelta del terreno. Se si vogliono vini di poca acidità con una buona gradazione alcolica bisogna scegliere terreni calcarei se, invece, interessano vini di colore intenso adatti ad essere conservati è meglio ricorrere a terreni argillosi; entrambi, comunque richiedono un'attenta e meticolosa lavorazione. Si possono aggiungere sostanze nutritive o minerali per aiutare la terra e prepararla ad accogliere le piantine di vite le quali, una volta cresciute, necessiteranno di potatura da realizzare, rigorosamente, ad opera di mani esperte.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Eseguire bene ogni fase della produzione
  • Prestare attenzione alla conservazione del prodotto finito

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