Come riconoscere un caffè di qualità

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Il caffè non è una semplice bevanda. Fa parte della tradizione di moltissimi luoghi, nonché scandisce le sue abitudini alimentari. È ormai parte della cultura pop e diffuso in ogni angolo del mondo. Lo si consuma in vari momenti della giornata e per molteplici scopi. Ne esistono tante tipologie, ma solo 4 sono conosciute e importate ovunque (Arabica, Robusta, Excelsa e Liberica). Di solito, gli esperti e i curatori partono dal chicco crudo per l'analisi qualitativa. Lo spezzano, lo tastano e ne percepiscono l'odore che emana. Poi si passa in torrefazione per la tostatura, fase fondamentale. Se essa fosse sbagliata, alla fine avremmo un caffè pessimo e fuori standard. Arriva a noi nelle confezioni da preparare in casa, ma anche in cialde utilizzate dai bar. Come riconoscere un caffè di qualità è un passo importante per gustarlo al meglio.

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Per prima cosa si analizzi l'aspetto. Un buon caffè e di qualità si riconosce dalla miscela. Per prima cosa, guardiamo semplicemente nella tazza. L'aspetto del caffè ci dirà molto sulla sua pregevolezza.. La crema deve essere ben densa ma non pastosa, ed alta non più di 2-3 millimetri. Essa deve permettere allo zucchero versato di scendere lentamente, per poi ricomporsi. Il colore giusto è il nocciola, dai riflessi rossicci e delle striature chiare. Qualora sia tendente al grigio, la percentuale di "Robusta" è maggiore rispetto alla normale "Arabica". In questo caso il caffè risulta più deciso e amaro, astringente e dal gusto più forte. Se si trova sul bianco, sicuramente è stata impiegata una scarsa quantità di polvere. In più si è forse usata una macinatura grossa e una pressatura nel porta filtri troppo leggera. Nel caso di una gradazione nera, si è dinnanzi a fenomeni contrari ai precedenti. L'estrazione è infatti stata eccessiva.

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Adesso è il momento di curarsi di odori e sapori. Avvicinando la tazzina al naso, gli aromi saranno di tostatura. Questa è la prima sensazione in assoluto, dovuta alla trasformazione degli zuccheri nella fase della torrefazione. In più si sentirà profumo di cioccolato, vaniglia e frutta. In particolare nei caffè pregiati e di ottima fattura si sente anche uno splendido profumo di agrumi. Questo testimonia una primissima qualità. Al primo assaggio, si evidenziano tre gusti differenti. Si tratta del dolce, l'amaro e l'acido. Essi si associano successivamente alla morbidezza, all'astringenza, al calore, alla densità, alla corposità e alla persistenza sul palato.

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Infine ci curiamo della macinatura. Un caffè di qualità prevede una macinatura media. Nel caso di una grana troppo fine, infatti, il risultato sarà acquoso e leggero. Nel caso contrario, invece, la bevanda risulterà amara e bruciata. Bisogna inoltre evitare di pressare eccessivamente la polvere nei filtri. Questo rende possibile ottenere un prodotto corposo e denso. I chicchi vanno conservati in speciali barattoli di latta pressurizzati. Consentono di mantenerne l'aroma. Se già in polvere, va invece imballato in confezioni sottovuoto.

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