Guida alle tecniche di tappatura delle bottiglie di vino

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Naturalmente, quando si parla di tappatura delle bottiglie di vino, si fa riferimento ad un passaggio fondamentale nel lungo processo produttivo. Si tratta di una problematica complessa, nel quale è necessario tenere in considerazione il ruolo svolto dall'ossigeno, in particolar modo, quando si devono imbottigliare dei vini da invecchiamento, sia bianchi che rossi. Pur apparendo come un'operazione piuttosto semplice da portare a termine, in realtà bisogna tenere conto dal fatto che i tappi di sughero non sempre sono in grado di garantire un'ottima conservazione del vino. Vediamo insieme attraverso i passi di questa guida le principali tecniche di tappatura delle bottiglie di vino.

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Innanzitutto in commercio, sono disponibili diverse tipologie di tappi per le bottiglie di vino; è possibile utilizzare dei tappi monopezzo, realizzati in sughero naturale, oppure dei tappi accoppiati (o compensati) composti da sughero naturale o, ancora, da tappi tecnici. In particolare, i tappi accoppiati sono formati da almeno un paio di parti di sughero, che poi vengono unite tra loro grazie ad un collante; nello specifico sono tappi ad elevata densità. I tappi tecnici, invece, vengono classificati in base al metodo di fabbricazione impiegato per ottenerli: in tappi agglomerati oppure compositi. Entrambi i tipi di tappo tecnico sono formati da granuli di sughero attaccati tra loro attraverso un collante e da una o più rondelle, sempre in sughero.

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Diciamo pure che oggi i tappi più utilizzati sono sicuramente quelli monopezzo e i tappi tecnici; gli accoppiati, invece, vengono impiegati solamente per vini invecchiati o di una certa qualità che sono destinati ad una lunga permanenza nella bottiglia. I tappi tecnici, invece, sono ottimi per conservare i vini frizzanti. C'è da dire che negli ultimi tempi, l'aumento del prezzo di mercato del sughero, ha portato all'adozione di tipologie di tappatura alternative, come quelle che si basano sull'impiego di tappi a corona, in alluminio o in acciaio inossidabile. In realtà, gli imbottigliatori non utilizzano ancora con frequenza tali tappi in quanto, per loro natura, richiedono bottiglie speciali, oltre che una modifica delle normali tecniche di imbottigliamento.

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Innanzitutto è bene precisare che per l'operazione di tappatura occorre controllare che il collo della bottiglia sia perfettamente asciutto anche se il controllo sia già stato effettuato in precedenza in fase di imbottigliamento. L'umidità, infatti, potrebbe aver avuto origine da semplice condensa e, per evitare che il rivestimento lubrificante dei tappi possa deteriorarsi e, quindi questo potrebbe rendere più difficoltoso spingerli all'interno del collo. Ricordate che le bottiglie non vanno mai riempite del tutto, generalmente è consigliabile lasciare circa 15 millimetri tra il tappo e la superficie del vino. Una volta tappate le bottiglie, lasciarle in posizione verticale per qualche giorno, in modo che il tappo abbia il tempo di recuperare la sua elasticità, aderendo alla perfezione al collo della bottiglia.

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